
L’Autodeterminazione e il Benessere Psicologico
Il benessere psicologico, inteso come un funzionamento personale equilibrato e soddisfacente, non è scindibile dalla capacità di Autodeterminazione.
Cosa si intende per Autodeterminazione?
L’ Autodeterminazione significa “agire con un senso di scelta, volontà e impegno ed è basata sulla motivazione intrinseca e sulla motivazione estrinseca” (Deci e Ryan 2010).
Si intende pertanto la possibilità di decidere il proprio agire, operare liberamente le scelte in linea con le proprie predisposizioni, interessi e valori.
Quali sono le componenti necessarie allo sviluppo pieno dell’Autodeterminazione?
Affinché si possa sviluppare e formare una condizione di benessere psicologico fondato sull’Autodeterminazione è necessario che siano nutriti e protetti alcuni bisogni fondamentali.
Questi bisogni fondamentali (Deci e Ryan,2000) sono tre:
- di Autonomia
- di Competenza
- di Socialità
Sono le tre aree esperienziali che nell’individuo permettono lo svilupparsi della capacità di Autodeterminazione.
Sono i bisogni che svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo della personalità
Il sostegno e il supporto di questi tre bisogni, nelle diverse fasi dello sviluppo, generano le risorse che promuovono la naturale inclinazione degli esseri umani a progredire verso una maggiore autoorganizzazione, adattamento e benessere.
Questi tre bisogni psicologici, di Autonomia, Competenza e Socialità, svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo della personalità.
Sono bisogni “di base” perché la loro soddisfazione non è solo “favorevole” ma è “essenziale” per la capacità di adattamento, per l’integrità e per la crescita di ogni individuo.
Sono quindi bisogni essenziali per il benessere.
L’AUTONOMIA si riferisce all’esperienza della volontà e della disponibilità. Le persone hanno bisogno di sentirsi padrone dei propri comportamenti e dei propri obiettivi. E’ la sensazione di avere il controllo e di poter scegliere. Quando è frustrata si sperimenta ad esempio un senso di pressione, di spinte in direzioni indesiderate o in conflitto. L’appagamento produce invece un senso di integrità e di armonia; pensieri, azioni e sentimenti sono autentici e condivisi.
La RELAZIONALITA’ è l’esperienza di legame, calore e cura. E’ un’esperienza che può essere soddisfatta se è possibile connettersi con gli altri e sentirsi importanti per loro. Le persone hanno bisogno di vivere il senso di appartenenza e di collegamento agli altri. Il senso di appartenenza ad esempio può influire direttamente sulla motivazione (come nel caso dei bambini che quando percepiscono gli insegnanti freddi e indifferenti mostrano una minore motivazione interna – Grolnick e Ryan,1989). La frustrazione di questo bisogno di base produce un senso di solitudine, esclusione ed alienazione.
La COMPETENZA è l’esperienza di padronanza e di efficacia. E’ possibile attraverso le attività e le esperienze che danno modo di prendere coscienza delle proprie abilità. Le persone hanno bisogno di padroneggiare i compiti e di apprendere diverse abilità. Avere la possibilità di fare le esperienze che sviluppano un senso di competenza vuol dire anche: 1. Sentirsi sicuri delle proprie capacità di portare a termine gli impegni; 2. Sentire che gli obiettivi sono raggiungibili.
Quando il bisogno di Competenza non è appagato porta ad un senso di incapacità, inefficacia, fallimento e/o impotenza.
Le esperienze di Autonomia, Competenza e Socialità si sono dimostrate importanti anche per lo sviluppo e per il mantenimento della Motivazione.
Le esperienze di Autonomia e Competenza promuovono infatti l’interesse e il piacere nello svolgimento di un’attività.
La motivazione richiede un senso di efficacia (soddisfazione di competenza) e di volontà (soddisfazione di autonomia).
E’ inoltre emerso chiaramente che nelle suddette attività, tutti questi processi hanno maggiore probabilità di essere interiorizzati quando esiste un autentico senso di connessione con coloro che sostengono e incoraggiano gli obiettivi e le attività.
Questi tre bisogni sono essenziali in tutte le età e in tutti i contesti
Autonomia, Competenza e Socialità, ciascuna in modo unico ma anche in modalità interattiva, sono essenziali per il benessere degli individui in tutte le età in tutti i contesti e in tutte le culture.
Ad esempio, è stato riscontrato che l’appagamento di essi è predittivo di un buona capacità di adattamento (Van den Broeck et al.2016), produce inoltre benessere legato al senso e significato nella vita (Gonzalez-Cutre, 2020, Martela et al.2018) e contribuisce a buone ed armoniose passioni.
Al contrario, la privazione e la frustrazione di questi bisogni diminuisce il benessere, aumenta il rischio di malessere e di psicopatologie.
Tra i sintomi negativi sono stati riscontrati lo stress, sintomi depressivi (Cordeiro, 2016) e ansia.
CARATTERISTICHE DELLE PERSONE AUTODETERMINATE
Se vogliamo migliorare la nostra Autodeterminazione possiamo iniziare con il chiarirci qual è il livello personale di Autodeterminazione.
Le persone con una buona Autodeterminazione:
- sentono di avere padronanza nella propria vita e sentono che i loro comportamenti incideranno sui risultati. Di fronte alle difficoltà o alle sfide, sentono di poterle superare, anche se richiedono impegno;
- possiedono una automotivazione alta. Chi ha una sufficiente o elevata motivazione interna (intrinseca), non dipende né si affida a ricompense o punizioni esterne. Si impegna invece nella direzione dei suoi obiettivi. Ha il desiderio interiore di fissare i propri obiettivi e lavorare per raggiungerli;
- hanno una spinta che proviene dal piacere, dall’interesse e dalla soddisfazione. Questa spinta si autoalimenta, si rinnova e si rigenera strada facendo;
- Si assumono la responsabilità dei propri comportamenti. Si riconoscono i meriti dei risultati che raggiungono ma non hanno difficoltà ad accettare la responsabilità dei propri fallimenti. Non scaricano la colpa sugli altri. Possono mettere in discussione se stessi e migliorarsi. Al contrario, la scarsa autodeterminazione può portare a un senso di impotenza che rende fragili al peso della reale responsabilità. Da qui la necessità allontanare la responsabilità da se stessi, di ricondurre l’errore a fattori esterni sfavorevoli o di attribuirli ad altre persone.

Il privilegio della crisi psicologica
Il privilegio della crisi psicologica
Quante volte, durante il giorno, sentiamo dire “sono in crisi”, “entro in crisi”, “mi mette in crisi” …
Con queste espressioni possono intendersi situazioni e significati di diverso livello ed importanza. La Crisi Psicologica è in realtà una situazione importante e delicata. Riguarda la vita e il funzionamento psicologico di ogni persona.
I momenti “critici” sono per esempio quelli di cambiamento, sono situazioni transitorie che comportano un mutamento a livello personale e una riorganizzazione interna, a volte difficile e dolorosa.
Esempi di momenti critici
Pensiamo agli ostacoli che si possono incontrare nella realizzazione di un progetto importante, alla fine di una relazione di lunga durata, o alla morte di una persona cara.
Ma i momenti critici possono anche derivare da cambiamenti negli equilibri personali.
Ad esempio:
- Una madre che si è dedicata completamente alla famiglia può sentirsi destabilizzata dalla raggiunta indipendenza dei figli, provando il vuoto interiore causato dalla loro uscita di casa.
- Una persona che ha dato centralità al lavoro per tutta la vita può vivere con angoscia un cambiamento lavorativo sfavorevole o il pensionamento, minacciando la dimensione intorno alla quale ha costruito la propria identità.
La crisi come fase interna
Nel corso della vita attraversiamo “Crisi”, fasi interne critiche, ogni volta che la nostra persona è profondamente toccata da eventi significativi o quando nuove “consapevolezze” inducono a un cambiamento interno.
Spesso le fasi critiche compaiono in modo apparentemente inspiegabile, talvolta in determinati archi temporali (es. crisi di mezza età).
Ad un esame più attento, questi momenti non sono casuali: introducono consapevolezza di ciò che si è vissuto e concluso, e l’accettazione di parti del presente personale, a volte difficile e angosciante.
Trattasi quindi di elaborazioni interne delicate e importanti, che non sono negative ma hanno un potenziale evolutivo.
Quando la crisi può diventare rischiosa
La fase critica non sempre viene elaborata nel migliore dei modi e non sempre si conclude positivamente. Esiste il rischio di perdersi o rimanere intrappolati in una condizione di stallo che può cronicizzarsi.
La crisi come opportunità
In definitiva, la Crisi Personale va considerata come una condizione fisiologica e non patologica. È una risorsa, un’opportunità, perché in essa è implicito un potenziale di cambiamento positivo, che può realizzarsi o meno a seconda del decorso.
La crisi può diventare patologica se si arresta o se si blocca in posizioni e comportamenti regressivi. Ad esempio, la persona può cercare soluzioni solo esteriori e apparenti, sviluppare dipendenze negative o rifugiarsi in situazioni lenitive che ostacolano la soluzione reale.
Conclusione
In quanto momento di crescita e trasformazione, la Crisi Psicologica non è una condizione da temere o evitare. È invece un’opportunità da cogliere e utilizzare nel migliore dei modi, sfruttando tutto il suo potenziale, per una riorganizzazione interna più funzionale e soddisfacente.
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