Scuole di psicoterapia: cognitiva, sistemica, comportamentale e dinamica - Rita Gagliardi

La Psicoterapia è un processo, un percorso che consente, con strumenti di ordine psicologico, di invertire il meccanismo per il quale si sono generati e stabilizzati i disturbi personali.

Qui accenniamo solo alle principali correnti teoriche ed operative del campo psicoterapeutico. L'approfondimento di ognuna di esse richiede anni di studio.

La psicoterapia dinamica

Tale definizione viene usata per raccogliere ed indicare tutti gli interventi psicoterapeutici che utilizzano il modello dinamico dello sviluppo psichico.

Il punto di vista dinamico è stato introdotto da S. Freud che spiega l'apparato psichico "dinamicamente": il conflitto di forze psichiche contrastanti e i "meccanismi di difesa" sono alla base del comportamento umano.

Le psicoterapie dinamiche utilizzano le scoperte dei processi consci e inconsci del funzionamento psichico.

Appartengono alla psicologia dinamica, oltre alla Psicoanalisi Freudiana, gli approcci che si ispirano a C.G.Jung, ad A. Adler, a M. Klein, a J. Lacan, l'Analisi Bioenergetica ed altre psicoterapie che utilizzano gli aspetti energetici e conflittuali della psiche.

La psicoterapia comportamentale

La Terapia Comportamentista (o Behaviorista) utilizza i principi di apprendimento allo scopo di modificare il comportamento.

Ciò che la contraddistingue è l'interesse esclusivo per la manifestazione sintomatica. Non vi è alcun interesse per la dinamica del suo formarsi, per lo stato interno dell'individuo e per i suoi sentimenti soggettivi.

Partendo dalle ricerche sulla modificazione del comportamento negli animali ne applicano e ne estendono le conoscenze all'individuo.

Il Comportamentismo nasce agli inizi del ' 900 negli Stati Uniti e J. B.Watson fu l'organizzatore, il radicale propugnatore delle idee che andavano maturando.

Dagli esperimenti su ratti, gatti ed altri animali, Thorndike estrapola la " legge dell' effetto": "un'azione accompagnata o seguita da uno stato di soddisfazione tenderà a ripresentarsi più spesso, un'azione seguita da uno stato di insoddisfazione tenderà a ripresentarsi meno. Ogni atto che in una data situazione produce insoddisfazione, finisce con l'essere dissociato da quella situazione. Così, quando la situazione si ripresenta, l'atto ad essa relativo ha minori probabilità di ripetersi rispetto al passato."

Applicata all'uomo, la "legge dell'effetto" sottolineava in primo luogo il carattere adattivo e utilitaristico dell'azione umana, il cui manifestarsi appariva semplicemente legato alla possibilità di venire ricompensati.

Negli esperimenti che esegue, Watson si interessa principalmente di variabili dipendenti complesse che sarebbero solo la combinazione di quelle più semplici. I principi della "frequenza" e della "recenza" ci dicono che "tanto più spesso" o "tanto più recentemente" una associazione si è verificata, con tanta maggiore probabilità si verificherà.

I concetti che occupano un posto centrale sono quelli di "stimolo", "risposta" e "rinforzo". Lo stimolo riguarda l'impatto che l'ambiente ha sull'individuo, la risposta la reazione all'ambiente, il rinforzo gli effetti dell'azione in grado di modificare le successive reazioni all'ambiente.

Nell'orientamento Behaviorista il sintomo è fatto risalire ad un apprendimento inadeguato e i metodi della Terapia si propongono una modificazione del sintomo stesso attraverso un riapprendimento più adeguato.



La psicoterapia cognitiva

In opposizione al Comportamentismo, il Cognitivismo concepisce la mente non come semplice ricettore delle informazioni esterne ma come elaboratore delle informazioni.

E' dal movimento Comportamentista stesso che nasce una contrapposizione che si svilupperà come filiazione diretta del Comportamentismo. Il punto di riferimento dei Cognitivisti rimane pertanto, nonostante le distinzioni, il Comportamentismo.

Al modello Stimolo-Risposta del Comportamentismo, il cognitivismo inserisce tra Stimolo e Risposta una parte attiva, di filtro ed elaborazione degli stimoli stessi.

La psicoterapia Cognitiva cerca di modificare i comportamenti intervenendo direttamente sugli schemi cognitivi distorti.

Qui si considera il disturbo psichico come l'effetto di una "dissonanza cognitiva" che si verifica quando riceviamo informazioni discordi con l'assetto mentale precedente. Ciò produrrebbe tensione e necessità di ristrutturazione del campo cognitivo. In altri termini, se una persona riceve più informazioni che non sono tra loro psicologicamente coerenti (dissonanza), essa cercherà di renderle coerenti e in questo processo modificherà opinioni e comportamento.


La psicoterapia sistemica

Sviluppatasi negli anni '50 a Palo Alto in California, la Psicologia Sistemica indaga il mondo psichico studiandone le leggi della "Comunicazione":

Studia le leggi per cui

1) il mutamento di una parte, di un elemento, produce il mutamento del tutto;

2) ogni elemento del sistema influenza ed è influenzato da ogni altro componente.

Da questi studi è stata ricavata una forma di intervento terapeutico: il terapeuta focalizza
i sistemi Famiglia, Comunità e Gruppo, per modificarne gli elementi comunicativi disfunzionali.